"Il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica e il Volontariato"
Salone degli Specchi
Provincia Regionale di Messina
Messina 15 novembre 2001
Nei giorni 15, 16 e 17 novembre 2001 la città di Messina ha visto protagonisti i Tecnici sanitari di radiologia medica negli ambiti del volontariato e dell'aggiornamento scientifico.
Fino ad oggi, le competenze professionali del tecnico sanitario di radiologia medica non avevano mai avuto un'applicazione specifica nel mondo del volontariato, ma grazie ad un'originale idea ed iniziativa del Presidente del collegio dei TSRM della Provincia di Messina, Giuseppe Morabito è stato possibile avviare le prime fasi di questo progetto, consistente nell'esecuzione di alcuni tipi di esami radiologici a domicilio di coloro che siano impossibilitati a raggiungere le strutture preposte, se non con l'ausilio di ambulanza e quindi con aggravio di spese e il subentrare di varie problematiche.
L'iniziativa è stata presentata, giovedì 15 novembre al Palazzo della Provincia di Messina, alla presenza di molte personalità politiche e naturalmente a circa duecento Tecnici Sanitari di Radiologia provenienti da tutto il territorio nazionale, dal Presidente Sig. Giuseppe Morabito di cui si riporta integralmente il testo della relazione.
<< Buonasera a tutti,
alle Autorità religiose, civili, alle colleghe e colleghi, a quanti hanno voluto con la presenza testimoniare la loro solidarietà, desidero esprimere in nome dell'Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Volontari un vivo ringraziamento.
Grazie per la vostra presenza e grazie per la vostra partecipazione ai lavori della 1° Conferenza Nazionale “ Il Tecnico sanitario di radiologia medica e il volontariato ”.
Grazie alla Provincia Regionale di Messina e al suo Presidente Dott. Buzzanca che ha ospitato questa Conferenza e non solo per l'ospitalità ma perché sin dall'inizio ha aderito e condiviso gli obiettivi dell'Associazione, grazie alla Fondazione Bonino Pulejo, al Comune di Messina, ai Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere Piemonte e Papardo con le quali si è già firmato un protocollo d'intesa, siamo in attesa di firmarlo anche con l'Azienda Ospedaliera Universitaria e con altre Cliniche private. Grazie all'Ordine dei Medici, al Centro Studi Neurolesi, al Centro Unesco Siciliano, alla Serinn di Catania e grazie alla Gazzetta del Sud.
Apro i lavori di questa conferenza con grande onore e con grande orgoglio per due motivi.
Il primo perché sono messinese e in questa città nasce l'Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Volontari, il secondo perché appartengo a questo meraviglioso gruppo professionale che sta entrando a pieno titolo e a viso alto nel contesto della società inserendosi nel variegato mondo del volontariato a favore delle persone bisognose.
Come è nata l'idea di costituire l'Associazione?
L'idea è nata per aiutare gli anziani e i disabili.
Per quanto concerne i primi, il progressivo declino della mortalità (1 – 2 % per anno) negli ultraottantenni iniziato attorno al 1960 in tutti i paesi sviluppati ha fatto sì che, nell'ultimo mezzo secolo, il numero degli ottuagenari aumentasse di 4 volte, quello dei nonagenari di 8 volte e quello dei centenari di oltre 20 volte.
In Italia il numero dei centenari è passato da poche decine a parecchie migliaia.Naturalmente, alla transizione demografica corrisponde la transizione epidemiologica che vede il prevalere delle malattie cronico degenerative. Il processo biologico dell'invecchiamento, infatti, comporta la perdita di strutture e funzioni dovuta alla progressiva usura cui va incontro l'organismo con il passare del tempo: il residuo funzionale assicura livelli di prestazione che si avvicinano alla soglia patologica consentendo all'anziano un piccolo margine di vita indipendente e attiva.
Il 19 ottobre scorso durante una conferenza stampa tenutasi a Roma, per la presentazione del più importante congresso europeo per la qualità della vita nella terza e nella quarta età, il Ministro della salute dott. Girolamo Sirchia ha dichiarato testualmente:
<< Un anziano in casa pone grossi problemi a chi guadagna meno di quattro – cinque milioni il mese e proprio per quelle famiglie che non ce la fanno più a reggere la situazione, in termini emotivi e finanziari, bisogna prevenire il disagio. Come? Offrendo servizi domiciliari, soprattutto per quelle situazioni dove l'anziano è un vecchio abbandonato a se stesso e quando la solitudine diventa quindi una malattia terribile.>>
Il Ministro ha avuto parole dure verso la sanità italiana.<<E' assurdo pensare che un anziano debba prendere il numeretto e aspettare per delle ore per un semplice esame diagnostico, eppure la situazione ad oggi è ancora questa, perché l'ospedale non esce dalle proprie mura, non abbiamo né convalescenziari, né hospice.
E' assolutamente necessario, continua il Ministro un forte ripensamento di come è stato finora impostato il problema, gli anziani devono essere accuditi a domicilio, servendosi anche del volontariato e dell'associazionismo.>>
Altro autorevole intervento è stato quello del ministro del Welfare Roberto Maroni che ha iniziato il suo discorso con l'auspicio che << Governo e Istituzioni ascoltino l'associazionismo, il mondo variegato e straordinario del volontariato, della famiglia e del lavoro. E' necessario aprire un dialogo con le associazioni, parlare, ascoltare, fare responsabilizzazione e delegare alla società e alle sue articolazioni una sussidiarità orizzontale e verticale. Compito dello Stato, se decide di delegare potere alle associazioni, è quello di garantire fondi per l'attività surrogatoria di quella statale. Ma non tutto ciò che è pubblico è statale, ha precisato il Ministro. C'è una parte di attività pubblica che può essere svolta da altri soggetti. Il volontariato, ha ribadito, è una somma di attività serie, organizzate alle quali deve essere garantito un livello di base di assistenza, finanziamento e controllo.>>
Oltre al problema degli anziani, da recenti statistiche, siamo venuti a conoscenza che vivono al proprio domicilio circa 3 milioni di persone in età superiore ai sei anni definite disabili, a causa di limitazioni nell'espletamento delle attività nella vita quotidiana, e di questi, oltre un terzo ha difficoltà motorie.>br> Per questi motivi, nell'anno internazionale dedicato al volontariato, abbiamo costituito l'Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica Volontari con l'obiettivo di promuovere fra questi operatori professionali sanitari i valori di solidarietà e condivisione a favore degli anziani e dei disabili che necessitano di un esame radiologico.
L'associazione ha predisposto un progetto denominato:
"DIAGNOSTICA DOMICILIARE"
Progetto che si integra sicuramente con la 229 del 99 che prevede l'assistenza domiciliare allargata a tutte le specialità, quindi nel nostro caso l'esecuzione di esami radiologici a letto di pazienti impossibilitati ad eseguire l'esame se non con l'ausilio di ambulanza e quindi con aggravio di spese.
In sintesi mettere la nostra competenza e professionalità, attraverso il Volontariato per garantire un servizio indispensabile, eliminando gravi disagi per cittadini anziani, disabili o gravemente defedati che per l'esecuzione di un esame radiologico sono costretti ad usufruire delle strutture di pubblica assistenza o di strutture private per essere accompagnate al più vicino servizio di Radiologia.
Il progetto contribuirà al contenimento di tanti sprechi attribuiti quasi esclusivamente ad un eccesso di ospedalizzazione, come avviene in tutta l'Europa, in quanto si insiste nell'ignorare che il principale sviluppo della sanità nell'immediato futuro consisterà proprio nella pratica dell'assistenza domiciliare allargata a tutte le specialità.
Il progetto, per la sua esecuzione, prevede due fasi:
La prima denominata di
progettualità
che si conclude proprio stasera con la presentazione ufficiale alla cittadinanza, alla stampa ed alle Autorità dell'Associazione.
Ci ha visti impegnati come Comitato Esecutivo a contattare le Istituzioni comunali, provinciali e regionali, fare dei protocolli d'intesa con le Aziende Sanitarie Ospedaliere, accogliere le adesioni dei colleghi che intendono fare volontariato, interpellare i medici radiologi per validare l'atto radiologico e completarlo con il referto, atto diagnostico e peculiare di questa professione, e i fisici sanitari per quel che concerne la dosimetria.
Da stasera inizia la seconda fase denominata
"Informazione e comunicazione"
Considerato che non tutti gli esami radiologici possono essere eseguiti a domicilio e che l'obiettivo dell'Associazione non è quello di portare un servizio di radiologia presso il domicilio delle persone anziane, disabili e in qualche modo allettati, l'informazione comunicazione rappresenta uno strumento strategico per diffondere sul territorio sia la nascita dell'Associazione sia il tipo di prestazioni che possono essere eseguite a domicilio e come poterle ottenere.
I primi ad essere informati, con l'aiuto dell'Ordine dei Medici, saranno i medici di base, pneumologi, ortopedici, che nel sospetto di una possibile frattura di una componente anatomica ossea o di complicazioni polmonari, dovranno richiedere l'intervento dell'Associazione.
Saranno informate tutte le case di riposo per anziani, pubbliche e private, le Parrocchie e le Associazioni di volontariato presenti nel territorio che saranno spesso il tramite per chiedere l'intervento domiciliare.
L'intervento dovrà essere richiesto da un medico che farà la richiesta, sarà valicata dal medico radiologo, sarà programmato e l'esecuzione dell'esame a domicilio sarà tempestiva e comunque entro la stessa giornata della richiesta.
Per i primi tempi il servizio sarà effettuato dalle ore 15:00 alle ore 20:00 con esclusione dei giorni festivi.
Lo sviluppo delle pellicole sarà attuato presso la più vicina struttura radiologica pubblica o privata presente nel territorio dove avverrà anche la refertazione dell'esame.
In pieno ossequio della normativa vigente, saranno utilizzati modello e moduli per l'adozione di procedure a salvaguardia e cautela del cliente, del clinico e degli operatori professionali TSRM (consenso informato, giustificazione, radioprotezione, tutela della privacy, delega per consegna referti.
Per ciascuna pratica radiologica standardizzata saranno adottati protocolli di riferimento e saranno verificati i LDR (livelli diagnostici di riferimento) utilizzati nelle procedure.
Per quanto attiene ai programmi di garanzia della qualità (art. 8 comma 2 D. lgs. 187 / 2000, avvalendoci dell'esperto qualificato di fisica medica, si provvederà ad allestire un manuale dove oltre ai dati relativi ai programmi, saranno descritti i vari controlli e le prove effettuate ai sensi dell'art. 8 comma 9 dello stesso decreto legislativo.
Questa seconda fase, è iniziata oggi, e finirà il 31 dicembre prossimo, sarà attuata attraverso la stampa locale, televisioni private e naturalmente il tutto sarà descritto su apposite brochure che vi sono state consegnate all'ingresso per portare a conoscenza del cittadino utente e dei medici chi siamo, quali servizi siamo in grado di dare e quali strutture pubbliche e private aderiscono all'Associazione.
Nell'ambito del volontariato, l'effettuazione di esami radiografici a domicilio comporterebbe notevoli vantaggi in termini sia pratici sia di relazione umana con l'utenza.
L'aspetto pratico si appalesa chiaramente nell'evitare:
· Il trasporto di pazienti con l'impiego di mezzi e di strutture che potrebbero essere utilizzate per casi più gravi (vedi serv. 118, C.R.I.);
Il coinvolgimento dei familiari con perdita di giornate lavorative;
I costi elevati sia per le strutture sia per l'utenza e così via.
Inoltre, vi sarebbero aspetti legati all'interazione e alla relazione umana, forse meno evidenti, con vantaggi non direttamente rilevabili ma con notevoli ricadute positive sia a breve sia a lungo termine.
Infatti, fornire un servizio tecnico sì, ma animato dallo spirito del volontariato, fornirebbe un Ponte di collegamento fra utenza e strutture sanitarie connotato dalla tecnologia ma anche dalla relazione umana fornendo alla figura del TSRM una posizione centrale.
Per il TSRM, anche quello più freddo e distaccato, uscire dalla diagnostica radiologica ed entrare nel contesto familiare, anche se per il tempo necessario all'esecuzione dell'esame, inevitabilmente lo porterebbe alla comunicazione con il paziente ed i suoi familiari.
L'azione del TSRM, sottesa dallo spirito del volontariato, diventa molto efficace poiché le sue Competenze Tecniche coniugate con la Relazione Umana, che in ogni caso si viene a creare, trasmettono quel senso di attenzione verso i disagi del malato che per certi versi è andata un po' perduta con le evoluzioni sociali e scientifiche.
Un servizio così organizzato diventa essenziale soprattutto quando non è possibile fare una diagnosi approssimativa se non con riscontro radiografico.
Vi sarebbe, inoltre, il vantaggio di evitare stress gratuiti all'utente, per il quale (soprattutto nei casi in cui non abbia mai avuto significativi problemi di salute) un trasporto in ospedale, magari in ambulanza, può divenire una Esperienza dalle Connotazioni Drammatiche.
Il TSRM, nell'interazione con il malato ed i suoi familiari, avrebbe modo di approfondire agevolmente gli Elementi Anamnestici utili al medico radiologo per formulare la diagnosi e poter quindi attuare quanto è più opportuno.
Anche la consegna del referto, effettuata dal TSRM stesso, nel rispetto della privacy, non assumerebbe quella connotazione impersonale che talvolta si riscontra soprattutto nelle grandi strutture sanitarie, dove la consegna del referto radiografico al paziente o ad un suo familiare, effettuata da impiegati amministrativi, rende non agevole né immediato avere insieme al referto dei chiarimenti utili.
Avviandosi alla conclusione, il presidente Sig. Giuseppe Morabito rivolgendosi alle Istituzioni ha ribadito che:
Il successo di questa iniziativa non può essere garantito senza ipotizzare una sua piena integrazione con tutte le altre strutture del sistema, responsabilmente chiamate, tutte insieme, per fare in modo che le esigenze delle persone bisognose ricevano una maggiore attenzione.
Occorrono, in sostanza, azioni combinate e molto realismo, perché altrimenti l'iniziativa potrebbe fare parte dei sogni.
Infine, rivolgendosi alla moltitudine di colleghi presenti ha dichiarato:
Invito, inoltre, tutti i colleghi ad agire secondo coscienza e non avere dubbi quando si ha l'opportunità di fare qualcosa di solidale, l'ingresso nel mondo del volontariato del TSRM assume valore proprio per il coniugarsi di due elementi:
· Relazione umana;
· Applicazione di competenze tecniche specifiche.
infatti alle Parole bisogna accompagnare Concretezza, intesa come soluzione pratica di problemi che per i meno fortunati diventano insormontabili.
Il motto dell'Associazione sarà questo:
“ Donare un pomeriggio ogni tanto non costa e, alla fine, ci si sente meglio”.
Dopo aver indicato il 2 gennaio 2002 come data di avvio dell'attività, è passata la parola al Presidente della Provincia G. Buzzanca il quale ha giudicato molto positivamente l'iniziativa rilevando che lo spirito che la anima è caratterizzato da connotazioni molto nobili.
Una sua importante riflessione è stata che la presenza del volontariato in un contesto sociale è maggiore ove siano carenti le strutture pubbliche.
Il Dr. Buzzanca a conclusione del suo intervento ha affermato che la Provincia Regionale stanzierà un contributo ai fini dell'acquisto di quanto necessario per rendere operativa l'iniziativa, mettendo in risalto i grossi vantaggi che scaturiranno dall'operatività di tutto il progetto.
Dai numerosi interventi, si è evidenziato il commento entusiastico del Dr. Romeo, Presidente dell'Ordine dei Medici della Provincia di Messina, che ha giudicato “fantascientifica” l'iniziativa rilevandone gli enormi vantaggi che comporta.
Nell'esprimere tale giudizio ha fatto riferimento alla sua quarantennale esperienza di medico di famiglia durante la quale, se avesse avuto l'opportunità di potersi avvalere di una simile organizzazione, ne sarebbero scaturiti notevoli vantaggi a favore della diagnosi e quindi dei pazienti ribadendo inoltre gli aspetti della riduzione di ricoveri ospedalieri e risparmi per il S.S.N..
Il Pres. Morabito ha espresso la sua perplessità al Dr.Romeo riguardo alla necessità di evitare l'ingolfamento del servizio da eventuali richieste di esami domiciliari non effettivamente necessari pertanto sarà opportuno che i medici di famiglia effettuino tali richieste con la dovuta oculatezza e soltanto nei casi in cui vi sia l'effettiva necessità e difficoltà del paziente a raggiungere la più vicina struttura sanitaria.
Il Dr.Romeo ha sensibilmente accolto quanto osservato dal Pres. Morabito e ha dichiarato che l'ordine professionale , da lui stesso rappresentato, vigilerà sull'operato dei medici di famiglia.
In rappresentanza della Curia Arcivescovile è intervenuta Suor Tania, segretaria della Caritas Diocesana di Messina che ha riferito di alcuni casi umani molto significativi, di cui si sono occupate le associazioni cattoliche, per i quali questa iniziativa avrebbe potuto sicuramente portare giovamento.
L'Avv. Arena, a nome della fondazione Bonino Pulejo, ha mostrato una entusiasta adesione, manifestando orgoglio per la città di Messina di cui in genere si “dice male” ma che sicuramente in questa occasione ha dimostrato spirito di iniziativa e solidarietà .
Inoltre ha sottolineato l'aspetto dell'avvicinamento del Servizio Sanitario al paziente.
Il Prof. Scribano Direttore del Dipartimento di Scienze Radiologiche dell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Messina ha elogiato la persona e l'iniziativa del Pres. Morabito e riallacciandosi a quanto affermato, poco prima dall'Avv.Arena, rileva questo spirito di iniziativa scaturito da questa città per certi versi sonnacchiosa e spesso criticata.
Asserisce che sicuramente anche da parte dei medici specialisti radiologi vi sarà la sensibilità di voler aderire a questa iniziativa e costituire quindi un fronte unico con i tecnici sanitari di radiologia medica.
La Dr.ssa Mazzeo, Presidentessa del Centro Unesco Giovanile Siciliano, sulla scorta delle esperienze maturate nell'ambito delle attività del Centro e della sua attività di medico anestesista , ribadisce l'utilità dell'iniziativa particolarmente nell'attuale contesto economico-sociale in cui l'aumento della vita media evidenzia maggiormente le problematiche relative alla terza età.
Le giornate del 16 e 17 hanno visto i TSRM intervenuti a Messina, da tutto il territorio nazionale, impegnati in un Corso di Aggiornamento Professionale organizzato dal Collegio Provinciale TSRM ed espletatosi presso l'aula polifunzionale della Facoltà di Scienze dell'Università di Messina.
Gli attuali sviluppi tecnico-scientifici rendono quanto mai necessario l'aggiornamento pertanto i TSRM si sono impegnati in quest'ambito preparando e presentando numerose relazioni giudicate di buon livello anche dai medici specialisti radiologi che hanno preso parte a queste giornate.
Il rapporto di relazione umana con il paziente è stato uno degli argomenti di maggior rilevanza, considerato che tale aspetto, in questa branca della medicina e nel contesto della “aziendalizzazione” della sanità, è stato sempre più annichilito.
Dal confronto tra le diverse scuole italiane, emerge che oggi il TSRM ritiene opportuno coniugare alla preparazione tecnica anche una competenza di tipo psicologico al fine di offrire al paziente non una sterile prestazione ma un servizio alla persona.
Il termine professionalità accorpa competenza tecnica e relazione umana, non si può dire quale dei due ambiti sia più importante poiché non possono esistere l'uno senza l'altro, infatti, all'attenzione, all'accoglienza, alle parole, bisogna accompagnare concretezza, intesa come soluzione pratica di problemi che soprattutto per i meno fortunati diventano insuperabili.